Malattie sessualmente trasmissibili. Sempre più in aumento. Perché?

 

Malattie sessualmente trasmissibili. Sono aumentate e sono tornate ad essere una grave minaccia.

Siamo tornati a parlare di malattie sessualmente trasmissibili e a pronunciare nomi, come “Sifilide” che, supponevamo far parte di epoche passate.

La larga espansione ha sorpreso tutti denunciando una grave superficialità.

Le cause sono diverse ma tutte interconnesse.

L’Aids che ha terrorizzato negli anni ’80 e ’90, grazie alle nuove cure non spaventa più, per cui chi si proteggeva allora, ha smesso di farlo oggi, molto incautamente. Una ricerca italiana ha, infatti, dimostrato un aumento esponenziale di Sifilide, Gonorrea e Clamidia proprio tra gli over 50.

Non solo, la facilità con la quale oggi internet offre siti, chat, applicazioni e social di vario tipo moltiplica la possibilità di avere rapporti sessuali con perfetti sconosciuti guidati dalle più trasgressive e disparate intenzioni, in una cornice emotiva in cui l’uso del preservativo suona come anacronistico e fuori luogo.

In questo massiccio pulsare di comportamenti sessuali, dal web alla vita quotidiana, la sessualità viene svilita dei suoi significati più autentici e invece, banalizzata e strumentalizzata.

I ruoli, gli obiettivi e gli stili di vita sono condizionati, da una sempre maggiore disinibizione.

E per i giovani, quest’ultima, è sempre più una dimensione senza controllo. Se si pensa che l’età del primo rapporto sessuale negli ultimi due decenni si è abbassato dai 16 ai 14 anni, e che nel contempo, oltre alla naturale sprovvedutezza e incoscienza tipica dei giovani adolescenti, si accompagna una totale assenza di educazione alla sessualità, il panorama non può che allarmare.

Come guidare un’auto sportiva senza avere la patente, e senza che nessuno abbia mai spiegato come si ingrana la prima marcia e come deve girare il motore. I giovani di oggi sono sottoposti al grave rischio di non poter sviluppare una sana sessualità ma soprattutto di ammalarsi.

L’Italia, per quanto riguarda la politica di educazione alla sessualità è tra i paesi europei con il cartellino rosso.

Manca completamente a scuola, quando, invece, dovrebbe essere inserita nel piano didattico, approfondendo la sfera, affettiva, biologica e quindi preventiva.

Mancano campagne informative mirate e in grado di arrivare ai giovani, attraverso dei mezzi divulgativi più attuali, quali il web e gli stessi social. Manca la costruzione di una cultura alla sessualità sana e sicura, oltre che ludica.

Cosa può fare la famiglia?

Dire ai figli di astenersi dal fare sesso è inutile, come anche poco efficace il solo raccomandarsi di usare il preservativo. Gli adolescenti hanno una soglia di percezione del rischio geneticamente bassissima, quindi è necessario fare molto di più.

Innanzitutto è fondamentale parlare con i propri figli liberamente di sessualità, a qualsiasi età, senza vergogna o tabù. Parlarne e soprattutto ascoltare le loro domande e ciò che loro sanno o credono, in uno scambio sereno e senza giudizio.

È importante dare le giuste informazioni ma soprattutto costruire insieme degli atteggiamenti sani. È necessario trasmettere chiari concetti di rispetto, relazione, salute sessuale, come la contraccezione, ma soprattutto comprendere il valore immenso del proprio corpo e della propria persona.

Non è mai troppo presto parlare di educazione sessuale sia a casa che a scuola, la sessualità è una dimensione di vita di cui non si deve aver vergogna di parlare mai.